Bisogna essere contro la metrica per trovare una (bio)metrica
Appunti sulla poesia di Italo Testa
DOI:
https://doi.org/10.31273/polisemie.v5.1807Keywords:
Italo Testa, metrica, terzina, poesia contemporanea, biometria, anafora, metrics, tercet, contemporary poetry, biometrics, anaphoraAbstract
Il saggio s’impernia sull’analisi di un testo di Italo Testa, questo, che tu vedi, corpo (Biometrie, 2005), da cui si parte per provare a ricostruire le varie implicazioni teoriche delle scelte metriche di Testa: terreno di contrasto fra spinte qualitative e quantitative; sopravvivenza warburghiana di forme in cui il verso, o l’aggregato di versi, assume una dimensione figurale, quasi iconica; argini alla disgregazione esoforica dell’anafora o allo sbriciolamento del referente per iterazione continua; biometria, fossile biometrico.
The essays pivots on the analysis of a Italo Testa’s text, questo, che tu vedi, corpo (Biometrie, 2005), starting point in order to piece together the many theoretical implications of Testa’s metric choices: terrain of clash between qualitative and quantitative pressures; Warburgian Nachleben of forms in which the verse, or the aggregate of verses, takes on a figural, almost iconic dimension; barriers to the exophoric disgregation operated by the anaphor or the “referent blurring” through continuous iteration; biometrics, biometric fossil.
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