Due percorsi nell'opera di Stefano Dal Bianco
DOI:
https://doi.org/10.31273/polisemie.v6.2087Keywords:
Stefano Dal Bianco, Poesia italiana contemporanea, luna, Mario Benedetti, scarto minimoAbstract
L’articolo si compone di due parti. Nella prima parte c’è un close reading di tre testi tratti dagli ultimi libri, cioè Ritorno a Planaval (2001), Prove di libertà (2012), Paradiso (2024). L’analisi di queste poesie permette di creare un percorso sulla rappresentazione della luna nell’opera di Dal Bianco. La seconda parte del saggio torna indietro, in quanto ha come punto di partenza i due libri precedenti dell’autore (La bella mano e Le stanze del gusto cattivo, entrambi del 1991), e mostra alcune convergenze fra la poetica di Dal Bianco e quella di Mario Benedetti, con il quale in quegli anni veniva condivisa l’esperienza di «Scarto minimo».
The article has two parts. The first part is a close reading of three poems from Dal Bianco’s latest books, i.e. Ritorno a Planaval (2001), Prove di libertà (2012) and Paradiso (2024). The analysis of these poems provides a path for exploring the representation of the moon in Dal Bianco’s work. The second part of the essay goes back in time, taking as its starting point the author’s two previous books (La bella mano and Le stanze del gusto cattivo, both from 1991), and shows some convergences between Dal Bianco’s and Mario Benedetti’s poetics (the two who shared the experience of “Scarto minimo” in those early years).
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