E in tutto questo qualcos'altro. Una lettura del primo Dal Bianco
DOI:
https://doi.org/10.31273/polisemie.v6.1904Keywords:
poesia italiana contemporanea, Petrarca, Forma, Corpo, Stefano Dal Bianco, Form, Body, Contemporary Italian PoetryAbstract
Al di là delle intenzioni dichiarate di svalutazione dei significati in favore della forma, la poesia del primo Dal Bianco è espressione di un pensiero. Un pensiero “sognante” che rimane, assieme agli elementi formali e “corporei” (ritmo, intonazione, respiro), un elemento imprescindibile dell’ispirazione poetica. L’articolo analizza alcuni testi della Bella mano e delle Stanze del gusto cattivo, individuando alcuni nuclei tematici che troveranno sviluppo nelle opere successive: l’insufficienza della parola poetica di fronte all’inafferrabilità della vita, il rapporto con la natura, l’infondatezza costitutiva dell’esistenza umana, il tentativo di costruzione di una nuova soggettività a partire dall’esperienza della morte.
Despite the stated intentions of devaluing meanings in favor of form, early Dal Bianco’s poetry expresses a thought. A “dreamy” thought that nevertheless remains, along with the formal and “corporeal” elements (rhythm, intonation, breath), an indispensable element of his poetic inspiration. The article analyzes some texts from La bella mano and Stanze del gusto cattivo, identifying some thematic cores that will find development in later works: the insufficiency of poetry in the face of the elusiveness of life, the relationship with nature, the constitutive groundlessness of human existence, and the attempt to construct a new subjectivity from the experience of death.
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